top of page
  • Black Facebook Icon
  • Instagram
  • Black Icon YouTube
ORIZZ giornate di studio Amir _edited.jpg

Il linguaggio non è mai neutro.

 Paulo Freire, Pedagogia degli oppressi

- MAGGIO 2025, FIRENZE

Nel 2018 abbiamo pensato a un progetto che coinvolgesse persone con passato migratorio (allora parlavamo di migranti) in attività di educazione al patrimonio (allora parlavamo di didattica museale) perchè diventassero mediatori.trici (allora parlavamo di guide) rispetto alle comunità straniere (oggi sappiamo che la maggior parte del nostro pubblico è italiano o europeo).


Il progetto si chiama AMIR:


A come accoglienza
M come musei
I come inclusione
R come relazione


Dopo quasi sette anni di cambiamenti di prospettiva, di nuove posture, di altre narrative a maggio 2025 è venuto il momento di cambiare nome, o meglio di dare un nuovo significato al nostro nome.
Non più accoglienza, non più inclusione


Abbiamo così lanciato una call per cercare nuove parole per dire ciò che siamo, in qualunque lingua.
Abbiamo chiesto aiuto per trovare un parola per la A e la I che dopo anni di lavoro collettivo, di riflessioni, confronti e discussioni talvolta anche accese, ci mettevano a disagio perchè suonano accondiscendenti e paternalistici, rivelando il passato senza illuminare il futuro.

​- GIUGNO 2025

Apertura, affrancamento, angalia (osservare con attenzione in swahili) ma anche interdipendenza, interazione, intrecci, avanguardia queste sono alcune delle proposte emerse dal sondaggio pubblico aperto per raccogliere nuove parole, capaci di restituire il senso del percorso compiuto insieme in questi anni.

122 proposte con più di 100 persone coinvolte in due mesi.

Da giugno 2025 fino alla prossima trasformazione AMIR sarà l’acronimo di

 

ALLEANZE MUSEI INCONTRI RELAZIONI

 

Alleanze, come scelta necessaria nella pratiche tra musei, mediatrici.tori, specialiste.i, ricercatrici.tori, attiviste.i e pubblico. Alleanze che riconoscono la funzione del patrimonio culturale come luogo di decostruzione di retorica e propaganda, come spazio polifonico dove abitare la complessità e illuminare i conflitti. Alleanze per sentirsi co-responsabili dei processi di giustizia sociale che attraversano le nostre società.

Incontri perchè la conoscenza, il sapere, la relazione parte necessariamente dall’apertura all’incontro con altre soggettività, altre culture, altri pensieri, altre narrative e perchè in tutti questi anni in fondo è una parola su cui continuavamo a inciampare troppo spesso.

Qualcuna/o ha scelto di continuare a usare “accoglienza”, perché si è sentita accolta e solo in questo sguardo si è sentita riconosciuta, per altre la parola inclusione, pur suonando paternalistica racconta qualcosa che è difficile non desiderare. 

Quasi sempre il processo conta più del risultato e “la vita è l’arte dell’incontro”. -Vinicius de Moraes

IMG_0254.JPG

Dopo aver scelto insieme le nuove parole per l’acronimo del progetto AMIR, insieme a Weird Studio abbiamo dato vita, collettivamente, al manifesto di AMIR.

 

È stato un momento aperto a tuttə: mediatori e mediatrici, amicə, compagnə di viaggio, sostenitorə, per il pubblico che ci segue da anni e i nostri collaboratorə.

Stampando su carta, simbolicamente, abbiamo dato forma al tempo trascorso: anni di lavoro collettivo, riflessioni, confronti e anche discussioni - talvolta accese.

 

Il workshop si è aperto con una breve introduzione teorica sulla storia della stampa e le sue tecniche. A seguire, ognunə ha stampato utilizzando i caratteri mobili scelti, contribuendo alla creazione di un'opera collettiva.

L'iniziative rientrava del programma degli Uncomfortable tours: progetto di Stazione Utopia, nell’ambito del progetto Amir, realizzato con il sostegno dell’Estate fiorentina 2025, iniziativa proposta nel Piano Operativo della Città di Firenze.

bottom of page