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La documentazione

L’equipe AMIR produce regolarmente testi e documentazione di natura sia video che fotografica in occasione della stesura di nuovi progetti su bandi specifici, eventi di disseminazione del progetto, rapporti di rendicontazione, conferenze stampa.

 

Altre risorse consultabili

https://www.facebook.com/amirmuseums/
https://www.instagram.com/amirmuseums/
https://www.youtube.com/channel/UCnkMK0ag-MGIFsJtRTUyJgQ

La verifica e la valutazione
Solo recentemente è stato avviato un processo di monitoraggio e valutazione curato dall’antropologa Sabina Tosi Cambini, che attraverso focus group e interviste sta valutando gli impatti sui mediatori, ma anche sugli educatori museali e sul pubblico in generale.

La presentazione e la pubblicizzazione
Il progetto AMIR è stato presentato in occasione di conferenze e convegni.
Nel 2019 ha vinto il primo premio MUSACCES dell’Universidad Complutense de Madrid nella sezione: “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale per tutte le persone”, in quanto iniziativa innovativa nell’ambito dell’inclusione sociale e del potenziamento dei pubblici.
È stato oggetto di tesi di ricerca e di articoli a stampa.
Le attività vengono regolarmente comunicate e condivise attraverso il sito AMIR e i vari canali social.

Le risorse finanziarie
Le risorse provengono prevalentemente dalla Fondazione CR Firenze, che garantisce le attività ordinarie, e da enti pubblici tra cui Comune di Firenze, Regione Toscana, UNAR – Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali per le attività straordinarie.

I punti di forza
Il progetto ha promosso in tutti gli attori e attrici coinvoltə una crescita di consapevolezza rispetto al potenziale insito nell’interpretazione del patrimonio culturale come spazio aperto a nuove narrative, prospettive e soggettività. Non un’eredità statica, ma un sistema vivo e attuale, che favorisce la rappresentazione equa, rispettosa e plurivocale delle culture, valorizzando il contributo di comunità sottorappresentate (migranti, lgbt+, movimenti politici e attivisti). Nei professionisti museali il progetto ha consolidato pratiche orientate alla funzione sociale dei musei, capaci di diventare spazi di apprendimento permanente, di promozione culturale e di partecipazione.


Citando una nostra mediatrice: “AMIR non solo ti invita alla festa, ma ti fa anche ballare”.

Le criticità emerse
Tra le principali sfide c’è quella di aggiornare e rinnovare continuamente i programmi, favorendo la costruzione di narrative originali e il contributo specifico di ciascuno dei mediatori e delle mediatrici per poter garantire ai visitatori e alle visitatrici un’esperienza museale di qualità

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METODO

Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
AMIR nasce nel 2018 nell’ambito del progetto europeo “Emme – education museums and migrants experiences”, finanziato dal programma Erasmus+ e coordinato da Stazione Utopia, il cui fine era di offrire a un gruppo di educatori ed educatrici museali esempi di buone pratiche, strategie e strumenti per attivare programmi per e con cittadini e cittadini stranierə.
Grazie a “Emme” abbiamo avuto l’opportunità di svolgere una visita di studio a Berlino per conoscere insieme ai mediatorə l’esperienza esemplare di “Multaka: Museum as Meeting Point”, incontrando anche i direttori di alcuni tra i Musei Statali che l’hanno promossa. È stata l’occasione per definire una metodologia e un ambito di azione da adattare al contesto fiorentino.

Gli attori coinvolti – la rete di progetto
• Ente promotore: Stazione Utopia, coop a.r.l Impresa Sociale
• Partner: Rete Museale Tematica “Musei di tutti”: Comune di Fiesole | Museo Civico Archeologico e Area Archeologica di Fiesole e Museo Bandini; Fondazione Primo Conti | Museo Primo Conti, Firenze; Comune di Firenze | Mus.e, Museo di Palazzo Vecchio e Museo 900; Istituto degli Innocenti | Museo degli Innocenti, Firenze.

• Oltre ai partner istituzionali il progetto si è esteso in occasione di progettualità specifiche ad altre istituzioni fra cui: Gallerie degli Uffizi | Giardino di Boboli; Sistema museale di Ateneo, Firenze | Orto Botanico;  Direzione regionale dei musei della Toscana | Giardino della Villa Medicea di Castello e Villa Medicea La Petraia; Fondazione CR Firenze | Collezione d’arte.

• Partner sostenitori: Fondazione CR Firenze per le attività ordinarie; Enti pubblici e privati per singole sotto-progettualità (cfr. voce “Come si articola – le fasi di lavoro”).

Gli operatori – l’équipe di progetto
Responsabili dei Servizi Educativi ed educatori e educatrici dei musei coinvolti
32 mediatori e mediatrici di diversa provenienza, tra cui afgani, angolani, tunisini, egiziani, maliani, gambiani, marocchini, camerunensi, colombiani, nigeriani, venezuelani, senegalesi, ivoriani, peruviani, ghanènsi, romeni, brasiliani, guineani, pakistani, cinesi, italiani.

I destinatari
Il progetto si rivolge a differenti destinatari, senza criteri di priorità, fra cui: pubblico adulto; comunità straniere residenti; pubblico scolastico secondo i diversi ordini e gradi di scuola (scuola primaria, superiore di primo e secondo grado) e alunni dei doposcuola; CPIA e cooperative che si occupano di inclusione di rifugiatə e richiedenti asilo; associazioni di volontariato.

Gli obiettivi
AMIR si propone di valorizzare le persone con un passato migratorio come portatrici di valori e punti di vista inediti, capaci di arricchire e potenziare la lettura e l’interpretazione del patrimonio culturale e museale; non solo destinatari, ma soggetti attivi capaci di sviluppare narrative autonome e di arricchire di contenuti e di esperienze originali i musei e la loro presenza nella città.
Le visite guidate, i laboratori e le video-lezioni si configurano per i partecipanti come occasioni di dialogo e confronto interculturale, finalizzate a costruire una contro-narrativa in cui le migrazioni e le differenze culturali sono raccontate come fenomeno che esiste da sempre: non un’emergenza sociale, ma un processo storico che ha contribuito nei secoli ad arricchire e modificare la costruzione della nostra stessa identità culturale.

Da quando, per quanto
Il progetto è nato nel 2018 ed è tuttora in corso.

La formazione
Nel tempo, AMIR ha previsto diverse occasioni di formazione.
– Nel settembre 2018 sono state organizzate due giornate di aggiornamento e formazione rivolte prioritariamente agli educatori e alle educatrici dei musei partner, affinché potessero diventare tutor dei gruppi di cittadini e cittadini di origine straniera, ma aperte anche a professionisti esterni.
– Nel novembre 2018 si è svolto un corso di storia e storia dell’arte di 24 ore (dalla Civiltà etrusca al Novecento europeo), condotto da due insegnanti di scuola secondaria di primo grado e rivolto a un gruppo di 40 cittadini e cittadine di origine straniera fra cui rifugiatiə residenti nel territorio fiorentino da lungo tempo e un detenuto del carcere di Sollicciano con uno speciale permesso premio.
– Il gruppo è stato successivamente suddiviso in gruppi più piccoli, affidati ai/alle responsabili dei servizi educativi dei singoli musei: insieme, hanno approfondito le tematiche generali di storia e storia dell’arte già affrontate, nonché quelle più specifiche inerenti alle rispettive collezioni, sviluppando nel contempo i metodi e gli approcci alla mediazione museale
– Tutt’ora il progetto garantisce ore di formazione dedicata alla specificità di ciascun museo e occasioni di formazione trasversale (visite guidate al centro della città, tematiche legate al dialogo interculturale, approfondimenti su temi specifici – ad esempio le robbiane, il futurismo etc.). Nel tempo si sono aggiunti nuovi mediatori e nuove mediatrici, mentre 12 fra quelli e quelle che hanno partecipato alla prima parte del progetto hanno lasciato il gruppo.
– Recentemente abbiamo avviato anche occasioni di formazione peer-to-peer, in cui i mediatori e le mediatrici stessə, insieme ai tutor, preparano lezioni rivolte al gruppo dei mediatori e delle mediatrici e al pubblico in generale.

Come si articola – le fasi di lavoro
Il progetto è diventato ordinario e continuativo, e le attività rientrano nei programmi di educazione e mediazione dei musei partner. Questo significa che le fasi di lavoro si intersecano in base alle varie progettazioni.
Le fasi di ideazione e realizzazione delle attività si articolano normalmente in:
definizione dei contenuti disciplinari rispetto alla collezione e/o al museo, a cura degli educatori e delle educatrici museali
incontri con tutti i mediatori e con tutte le mediatrici per definire insieme argomenti specifici da affrontare; i mediatori e le mediatrici sono incoraggiati a costruire contenuti originali rispetto a quelli proposti dagli educatori e dalle educatrici durante le visite ordinarie, oppure rivolte ai turisti
stesura di un testo che, accanto agli elementi storico-artistici essenziali, comprende i singoli contributi dei mediatori e delle mediatrici, in modo da creare una sorta di canovaccio condiviso e revisionato dai mediatori e alle mediatrici  stessə, disponibile per la consultazione e utilizzabile da eventuali nuovi mediatori e mediatrici che aderiscono alla rete
proposta degli itinerari di visita al pubblico generico, che si prenota tramite la segreteria del progetto (durante le visite si cerca di ridurre al minimo gli interventi degli educatori, in alcuni casi fino a lasciare che tutte le fasi – accreditamento, biglietti, accompagnamento, gestione della chat nel caso delle attività online etc. – siano condotte dai mediatori e dalle mediatrici).

Il progetto ha sviluppato delle sotto-progettualità in base alle necessità via via emerse:
AMIRedu è la sezione dedicata agli incontri di formazione, agli appuntamenti rivolti ai mediatori e dedicati a tematiche specifiche, e successivamente messi a disposizione di tutti i pubblici e degli stessi mediatori online per eventuali approfondimenti.
AMIRlab: nell’estate 2020 sono state proposte attività di laboratorio per bambini rivolte a scuole, centri estivi, famiglie e doposcuola, nell’impossibilità di svolgere attività in museo a causa delle restrizioni sanitarie dovute al Covid.
AMIRvideo: durante la pandemia abbiamo proposto contributi digitali da condividere su canali social dedicati a tematiche più generali e meno legate al singolo museo.

Più di recente sono state avviate nuove sotto-progettazioni:
“2021 AMIR | questioni di prospettive”: in occasione della “Settimana di azione contro il razzismo” è stato predisposto uno speciale calendario di attività, sia online sia (ove possibile) in presenza, rivolte ad alunni delle scuole e dei doposcuola, adulti e professionisti museali; l’obiettivo comune è stato di far vivere il patrimonio culturale come risorsa per l’educazione all’antirazzismo e per il confronto interculturale.
“2020-2021 AMIR4ALL”: un ciclo di visite e laboratori speciali gratuiti rivolti a scuole, centri estivi, famiglie, doposcuola delle Piagge, quartiere periferico a forte disagio sociale e abitativo.
“2019 Come semi in viaggio”: visite per esplorare la diversità botanica e culturale che ha reso gli orti e i giardini dei veri e propri laboratori, dove da sempre si riproducono e incrociano forme vegetali e artistiche che provengono da altri climi e da altre colture e culture.
“2019 Multaka International Network, AMIR”: è fra i progetti che hanno costituito una rete informale di 15 musei in Europa che, ispirandosi al modello “Multaka”, propongono attività di mediazione museale condotte da cittadini di diverso background linguistico-culturale.

Gli ambiti – le aree disciplinari
Storia e storia dell’arte, educazione civica.

Le strategie e gli strumenti
Le metodologie impiegate nella formazione dei mediatori e delle mediatrici, che a loro volta sono invitatə a utilizzarle durante le visite, sono quelle dell’object-based learning e del dialogo costruttivo con cui, attraverso domande e contributi, si incoraggiano la conversazione e la partecipazione attiva di ciascuno.

La produzione
In questi anni sono state realizzate diverse attività originali condotte dai mediatori e rivolte a diversi tipi di pubblico, fra cui percorsi di visita museali, laboratori, video, video-lezioni e video-conferenze, podcast.

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