Museo degli Innocenti



The story of the oldest institution for children in the world, a collection of 80 works of art, the building designed in 1419 by Filippo Brunelleschi, considered the first example of Renaissance architecture. A unique place that since 5 February 1445 - the day on which little Agata Smeralda was welcomed - unites past and present in the name of protecting the rights of minors.
Visits
duration of 1h 30
Mappe vegetali
Tra paesaggio, saperi e memorie
Attraverso una prospettiva etnobotanica e decoloniale, la visita esplora il giardino come un archivio vivente che raccoglie le testimonianze del collezionismo ottocentesco, dei saperi botanici e agricoli di popoli indigeni, custoditi dai mediatori e mediatrici AMIR. Il dono nel 1998 della città di Kyoto, gemellata con Firenze, del giardino intitolato "Shorai" apre inoltre una riflessione sul paesaggio come spazio di relazione e diplomazia botanica.
Storia della Yerba Mate, la ricchezza dei saperi indigeni
Un incontro-conversazione dedicato alla storia della yerba mate e alla ricchezza dei saperi indigeni legati a questa pianta. Un percorso attraverso usi e significati che raccontano il profondo rapporto tra le popolazioni e il territorio, ma anche le trasformazioni della pianta nel tempo. Dai saperi botanici e medicinali alla dimensione storica e sociale del consumo, l’incontro invita a riflettere sulle pratiche e sulle forme di trasmissione legate alla storia del mate.
Sguardi di resistenza
Visita tra storia, attivismo e memoria della Nigeria
Ispirato ai nove ritratti a matita della mostra Black on White del giovane artista nigeriano John Uchenna Louis, il nuovo appuntamento degli Uncomfortable Tours a cura di AMIR propone una riflessione sulla storia e l'identità della Nigeria. Il percorso guidato scardina le narrazioni eurocentriche partendo dalla ricchezza delle civiltà precoloniali fino ad arrivare ai conflitti contemporanei. Attraverso figure chiave della letteratura, della musica e dell'attivismo come Chinamanda Ngozi Adichie, Fela Kuti e Ken Saro-Wiwa, la visita esplora il femminismo africano, il neocolonialismo ambientale e le complesse dinamiche migratorie attuali. Un’occasione per esercitare un pensiero critico sul linguaggio e riscoprire la memoria collettiva attraverso la forza dell'arte e della mediazione culturale.
*La mostra è visitabile su prenotazione contattando la segreteria
