Museo Stefano Bardini


Il Museo prende il nome dal suo ideatore Stefano Bardini (1836-1922), il più autorevole antiquario italiano, che dopo anni di intensa attività commerciale, decise di trasformare la propria collezione in museo e di donarla al Comune di Firenze. Nel 1925 il Museo Bardini diventò Museo civico. Tra le opere più significative la Carità di Tino di Camaino, la Madonna col Bambino e San Giovannino di Benedetto da Maiano, il San Michele Arcangelo di Antonio del Pollaiolo, la Madonna dei Cordai di Donatello, L’Atlante del Guercino accanto a ceramiche, medaglie, bronzetti, tappeti orientali, strumenti musicali, rari cassoni quattrocenteschi e una piccola ma importantissima armeria.
Visite
durata di 1h 30
Per le visite al Museo Stefano Bardini si prega di contattare l'area didattica di MUS.e e scrivere a info@musefirenze.it oppure telefonare al numero 055-0541450
Collezionare storie con Stefano Bardini, principe degli antiquari
Il Museo Stefano Bardini è il lascito alla città di Firenze dell’omonimo antiquario - il “principe degli antiquari” - che grazie al suo acuto talento e al suo gusto elegante diede vita a scenografie raffinate in ogni ambiente del suo showroom, frequentato da una scelta clientela cosmopolita.
Oggi questo spazio si apre al dialogo e all’incontro grazie al progetto AMIR: mediatori e mediatrici di tutto il mondo accompagneranno i visitatori sala dopo sala, offrendo una lettura inedita delle opere che va oltre il valore artistico per recuperare quello di testimonianze di umanità. Attraverso le loro storie, manufatti preziosi come tappeti, sculture o elementi decorativi torneranno a essere un ponte culturale, intrecciando stili, linguaggi e tradizioni dei loro paesi di provenienza con l'arte e la storia fiorentine.
